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La versatilità di una macchina fotografica è molto importante ed è data dall’adattamento alle molteplici esigenze del fotografo e al tipo di custodia che si intende utilizzare.
Un appassionato di foto macro, molto probabilmente non acquisterà una macchina che non garantisca una qualità di ingrandimento ottimale; per esempio eviterà le ottiche con ingrandimenti solo digitali, optando per una provvista di ingrandimenti ottici. Inoltre, non tutte le macchine fotografiche hanno una custodia subacquea dedicata o l’oblò per l’ottica (obiettivo) preferita, e non tutte hanno un flash che interagisce al meglio con il sistema fotografico a disposizione. Quindi, prima di acquistare una macchina fotografica digitale, è necessario valutare attentamente l’uso che se ne vuole fare, che tipo di riprese si desidera realizzare e quanto sarà utilizzata sott’acqua.
La macchina fotografica “subacquea”
Vediamo ora di dare qualche piccolo consiglio a chi comincia e soprattutto a chi deve ancora acquistare la sua macchina fotografica per destinarla sin da subito ad un uso subacqueo. È ovvio che a questo fine bisogna accertarsi prima dell’acquisto che sia possibile acquistare anche una custodia  
Le caratteristiche minime che dovrà avere:
Numero di pixel del sensore: 10 Megapixel (= milioni di pixel) sono piu’ che sufficienti;
Sensore: a parità di n° di pixel è preferibile un sensore più grande. Normalmente sulle fotocamere compatte sono montati sensori delle dimensioni di 1/2,3” e 1/1,7”. In questo caso è preferibile scegliere quello da 1/1,7” (è del 35% più grande).
Formato di registrazione: meglio se ha possibilità di trascrivere in RAW le immagini riprese, per una migliore elaborazione dell’immagine in postproduzione (non è indispensabile);
Velocità di scatto: è importante che tra lo scatto e l’effettiva realizzazione della foto vi sia una sostanziale contemporaneità:
Velocità di memorizzazione: è importante che tra uno scatto e l’altro trascorra un brevissimo periodo di trascrizione dell’immagine (dipende anche dal tipo di scheda utilizzato);
Schermo LCD ampio: possedere un discreto schermo LCD per la visione dell’immagine, sicuramente facilità l’inquadratura e la lettura subacquea;
Obiettivo: scegliere una macchina dotata di zoom ottico (non a ingrandimenti digitali) e con la focale grandangolare maggiore. Per esempio: meglio uno zoom 24-72mm che uno 35-105mm.
Macro: vista l’enorme quantità di piccoli soggetti molto interessanti e spesso molto fotogenici che si incontrano in acqua, è bene dotarsi di una macchina che possa permettere anche le riprese in modalità macro. Attenzione alla distanza di messa a fuoco in modalità macro. Meglio prediligere una fotocamera con custodia che ci permetterà di avere un po’ di spazio tra l’oblo’ ed il soggetto per permettere di posizionare il nostro flash nella posizione piu’ opportuna.
Alimentazione: a causa dell’alto consumo energetico necessario alla macchina digitale, è meglio acquistare una fotocamera che utilizzi batterie al litio. Queste batterie hanno una capacità maggiore di quelle al Ni-MH e consentono un maggior numero di scatti con il flash incorporato alla fotocamera attivato (normalmente utilizzato nel 99% degli scatti).
Ingombro/peso: sicuramente un corpo macchina non tanto pesante e poco ingombrante facilita il trasporto nei nostri viaggi e soprattutto in aereo.
Ora valutiamo i comandi indispensabili all’utilizzo della fotocamera sott’acqua. La nostra macchina deve avere:
Modalità di scatto: è fondamentale la possibilità di utilizzare la fotocamera interamente in M = manuale;
Accensione/spegnimento: dobbiamo avere la possibilià di spegnere e accendere la nostra macchina anche sott’acqua
Diaframmi: possibilità di impostare il diaframma che desideriamo in base alla situazione che incontriamo;
Tempo: è importante poter avere la possibilità di cambiare il tempo di esposizione ad ogni singolo scatto;
ISO: è importante poter avere la possibilità di cambiare la
sensibilità di esposizione per ogni scatto e comunque di non lavorare in ISO auto;
EV+/EV- : è importante poter avere la possibilità di aggiustare scegliere di sovraesporre (+luce) o sottoesporre (-luce);
Flash: è importante poter decidere di escludere o meno l’uso del flash incorporato, prima di scattare.
È ovvio che  bisogna accertarsi prima dell’acquisto che sia possibile acquistare anche una custodia che consenta di portare sott’acqua in modo sicuro la fotocamera.
La custodia subacquea
Le custodie possono essere realizzate in policarbonato, plastica acrilica, plastica lexan, alluminio, carbonio o una combinazione di materiali diversi.
Ogni materiale ha caratteristiche diverse, di durezza o di resistenza alla pressione, alla corrosione, ai colpi o ai graffi e presentare pregi e difetti relativi principalmente a peso, ingombro ed eventuale possibilità di subire gli effetti (deformazione) di temperatura e pressione (a 40m di profondità quanto pesa approssimativamente la colonna d’acqua su ogni centimetro quadrato della nostra custodia? Più di 5 Kg per cm2!).
Molti produttori realizzano direttamente le custodie dedicate alle fotocamere che commercializzano. Sul mercato sono disponibili anche “custodie universali”, adatte cioé a più modelli di macchine digitali compatte, che consentono di ovviare ai problemi di intercambiabilità, tipici dei modelli dedicati.
Cominciamo con il dire che spesso si osservano e si valutano tutte le caratteristiche e i pregi della fotocamera, senza valutare la custodia.
E’ questo un grave errore in quanto dobbiamo sempre tener presente che la nostra fotocamera la stiamo acquistando per poi utilizzarla sott’acqua. Fate attenzione ai particolari della custodia, deve ASSOLUTAMENTE avere alcune caratteristiche indispensabili.
Prima di dirvi cosa ci è indispensabile vi do solo un esempio per farvi capire sin da subito il problema di una corretta valutazione di acquisto.
Esiste una fotocamera, di una nota marca, che trascorso un breve periodo (30 minuti circa) di inutilizzo, dopo averla accesa e non utilizzata, si spegne. Questo per non far scaricare le batterie completamente. Tutto ciò dovrebbe essere una nota positiva, peccato che la sua custodia, non ha il modo di raggiungere dall’esterno il tasto di accensione/spegnimento della fotocamera. Accade cosi che quando sistemiamo la nostra macchina nella custodia, prima di chiudere la custodia, siamo obbligati ad accenderla. Spesso pero’ tra la preparazione della fotocamera ed il tuffo trascorre un pò di tempo. Cosi al momento di scattare la prima immagine sott’acqua, ci potremmo ritrovare con la macchina spenta, e pertanto non utilizzabile.
Inoltre spesso è sconveniente accendere la fotocamera in determinate situazioni. Pensate a questa manovra eseguita su di un gommone, affollato e magari con un po’ di “mare”, non è certo una manovra consigliata.
Per contro se dovessimo accendere la fotocamera molto prima del tuffo, e la nostra fotocamera non ha lo spegnimento automatico, dopo un relativo lungo periodo di stand-by, al momento dell’immersione, avremo le pile scariche. Pensate ai tempi morti tra i 2 tuffi in crociera, o durante una vacanza al mare, è possibile che al momento dell’uso subacqueo, non avremo più energia “utile” nelle batterie.  
La prima caratteristica indispensabile per una custodia è perciò la possibilità di raggiungere dall’esterno tutti i comandi della macchina indispensabili (elencati sopra).
Inoltre deve:
resistere alla pressione: escludiamo dall’acquisto tutte quelle custodie che hanno una resistenza a pressioni inferiori a 5 bar (=40m di profondità);
poter utilizzare e montare degli accessori quali: lenti per riprese macro, aggiuntivi ottici grandangolari per foto ambiente, staffe per fissare il flash esterno, ecc.;
avere peso e ingombro contenuti, per ovvi motivi di trasporto.
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